Articolo

Articolo

Medicina mente-corpo: nuove strade grazie alle scoperte premiate dal Nobel per la Medicina 2025

16/10/2025

Il Premio Nobel per la Medicina 2025 è stato assegnato a Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi; i tre scienziati che hanno infatti scoperto le basi delle malattie autoimmuni e di come si regola il sistema immunitario. Trovando un fondamentale legame con la mente.


Il sistema immunitario è quotidianamente chiamato a combattere numerose battaglie, spesso silenziose, contro virus, batteri e cellule anomale. È un sofisticato sistema di sorveglianza, capace di distinguere ciò che è “noi” da ciò che è “altro da noi”. Quando però il sistema cessa di funzionare, si originano le malattie autoimmuni.

La prima importante scoperta risale al 1995, quando il giapponese Shimon Sakaguchi individuò un nuovo tipo di linfociti che non attaccavano, ma regolavano. Quando li rimosse dai topi da laboratorio, il sistema immunitario impazzì: gli animali svilupparono malattie simili al diabete e al lupus. Quelle cellule erano quindi vere e proprie guardie incaricate di mantenere un equilibrio interno, e quindi lo stato di salute. Sono oggi conosciute con il nome di cellule T regolatorie, o Tregs.

Nel 2001, Mary Brunkow e Fred Ramsdell identificarono un gene chiamato FOXP3, che era assente in topi e bambini affetti da una malattia devastante chiamata IPEX. Senza FOXP3, il sistema immunitario attacca pelle, intestino e ghiandole endocrine. Quando Sakaguchi dimostrò che FOXP3 era il gene che dava vita alle cellule T regolatorie, il puzzle si completò: senza questo “interruttore genetico” la tolleranza immunitaria crolla.

Da quel momento, e per tutti gli ultimi vent’anni, sono numerosi gli studi che hanno dimostrato che le cellule immunitarie rispondono agli stati mentali. Lo stress cronico indebolisce le difese, mentre pratiche come meditazione, yoga o Tai Chi modulano la produzione di citochine e riducono l’infiammazione.

Sebbene gli studi diretti siano ancora alle prime fasi, è plausibile che le cellule T regolatorie rispondano ai segnali psicofisiologici. Lo stress prolungato ne altera numero e funzione, mentre pratiche di calma e consapevolezza sembrano favorirne l’attività. Le Tregs potrebbero quindi rappresentare uno dei canali biologici attraverso cui la mente influenza il corpo. Da segnalare, ad esempio, che medici come Joe Dispenza e Jeffrey Rediger hanno documentato remissioni “inspiegabili” di tumori e malattie autoimmuni in pazienti che hanno praticato meditazione intensiva o profonde trasformazioni interiori.

La scoperta delle cellule T regolatorie risale a tre decadi fa, ma oggi la scienza ne riconosce pienamente la portata: cura della mente e salute del corpo non sono aspetti separati. Quindi non è impossibile immaginare che la prossima rivoluzione della medicina potrebbe non arrivare da una nuova molecola, ma dalla comprensione profonda della connessione tra mente e corpo.

Prendersi cura dei propri stati interiori non è quindi un atto di spiritualità astratta: è un intervento biologico concreto. Preghiera, meditazione, respirare consapevolmente, coltivare gratitudine, bellezza e gentilezza, sono modalità di dialogo con le tue cellule T regolatorie e quindi con il tuo stato di salute e benessere.